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RELAZIONE SELLARONDA  (con partenza da Canazei)

       

     by Alberto Tartaglia & Flavio Dalbosco     

 

 

quota

disl. +

disl. -

km

pendenza

 

 

 

 

 

 

 

Canazei

1444

 

 

 

 

 

Passo Sella

2174

+ 730

 

6

+ 12,16

%

Selva Valgardena

1540

 

- 634

5,5

- 11,52

%

Passo Gardena

2298

+ 758

 

4,5

+ 16,84

%

Corvara

1535

 

- 763

5,5

- 13,90

%

Bec de Roces

2080

+ 545

 

5,5

+  9,90

%

Arabba

1605

 

- 475

3

- 15,83

%

Passo Pordoi

2239

+ 634

 

6

+ 10,56

%

Canazei

1444

 

- 795

6

- 13,25

%

 

 

 

 

 

 

 

 

totale

+ 2667

- 2667

42

12,70

%

 

Salita al Passo Sella   (dislivello positivo 730 m, sviluppo 6 km, pendenza media +12,16%)

La partenza da Canazei è su una stradina lungo il torrente, stretta e poco ripida; una volta raggiunte le piste il percorso diventa più largo e presenta un susseguirsi di salite ripide e falsopiani. Si arriva al termine degli impianti di risalita, un po’ più in alto del passo. La zona di cambio pelli non è molto grande.

 

Discesa a Selva Gardena   (dislivello negativo 634 m, sviluppo 5,5 km, pendenza media –11,52%)

Sicuramente la discesa tecnicamente più facile. Dal cambio pelli bisogna pattinare un centinaio di metri fino a raggiungere   Passo Sella. Si mollano gli sci, c’è una prima strettoia tra due massi, si supera sulla destra un primo impianto di risalita, biforcazione per la presenza di un masso in mezzo alla pista, si arriva alla base di un secondo impianto. Qui bisogna frenare, aggirarlo, e si salta su un’altra pista, facendo una stradina in mezza costa con pendenza a destra. Di qui comincia il tratto di discesa vera e propria, anche se non impegnativa. Appena si vede che la pista si stringe e si vedono sulla destra delle reti di protezione arancioni, è il momento di scendere di nuovo a tutta perché la pista spiana di colpo e immette su un rettilineo stretto in pianura di circa 300m. Più si entra forte, meno bisogna spingere di braccia per entrare nella frazione Dantercepies, in ultimo lungo una stradina innevata. Con gli sci in mano bisogna poi correre su una strada cittadina asfaltata per raggiungere il cambio pelli.

 

Salita a Passo Gardena   (dislivello positivo 758 m, sviluppo 4,5 km, pendenza media +16,84%)

La salita più dura. Vale mezzo Sellaronda. Parte costante, c’è qualche muro nella parte centrale e finale. Si arriva non sul passo, ma al termine degli impianti di risalita. Non ci sono tratti per fermarsi a respirare.

 

Discesa a Corvara   (dislivello negativo 763 m, sviluppo  5,5 km, pendenza media –13,90%)

La prima parte è  impegnativa, ci vogliono lamine buone perché è piena di lastroni ghiacciati. Poi la pendenza è più umana, ma la discesa è fatta a gobbe. Al termine delle gobbe si sterza a 90° e si entra nel bosco. Si passa uno per volta, perché sono state fatte delle aperture in due staccionate. Il sentiero immette in una pista da fondo (2,8 km) che se tendenzialmente perde quota, è farcita di saliscendi e va pattinata fino al cambio pelli, sito in una grossa piana in periferia di Corvara.

 

Salita a Bec de Roces   (dislivello positivo 545 m, sviluppo 5,5 km, pendenza media +9,90%) 

Partenza con pendenza facile e costante, si devia a sinistra e si entra nel bosco. Si percorre una lunghissima strada forestale con pendenza ridicola, fino a che si esce dal bosco e si fa una discesa in mezza costa (pendenza a destra) senza togliere le pelli, fino ad arrivare ad attraversare la statale. Poi si risale lo ski-lift, dove si raggiungono le pendenze più impegnative della gara e dove si possono verificare problemi di aderenza. Ci sono due tracce, la migliore è quella di sinistra. La salita è irregolare, alterna muretti a tratti di salita meno dura.

 

Discesa ad Arabba   (dislivello negativo 475 m, sviluppo 3 km, pendenza media –15,83%)

E’ la discesa più corta ma la meglio segnalata. Specie nel finale, ci sono molte fiaccole direzionali ravvicinate e già in lontananza si vede il profilo della discesa, che è fatta a “gradoni”.

 

Salita al Passo Pordoi   (dislivello positivo 634 m, sviluppo 6 km, pendenza media + 10,56%)

La salita più facile, diritta, pendenza costante, si vede la fine già dalla partenza. L’unica difficoltà è il vento contrario, che è gelido specie nel finale.

 

Discesa a Canazei   (dislivello negativo 795 m, sviluppo 6 km, pendenza media –13,25%)

Probabilmente la discesa più difficile tecnicamente. Partendo dal passo, bisogna mollare gli sci perché è un falsopiano in leggera discesa, fino all’albergo tre tornanti sotto il passo. Qui sii scende di colpo da una scarpata, poi la pista diventa enorme (in pratica è l’incrocio di tre grandi piste). Si perde tempo nei rallentamenti per seguire le indicazioni, oltre che a stare in campana per la presenza di lastroni di ghiaccio sulla pista. Ci si immette in una stettoia e si percorre la pista di rientro degli impianti fino a Canazei. Pista molto stretta con quattro tornanti e pendenza quasi sempre abbastanza accentuata. Attenzione ai tornanti che sono un misto tra gobbe di neve riportata e lastroni di vetro. Si faranno centinaia di curve per rallentare. Si entra a Canazei a spazzaneve perché le strade sono molto strette.